Quanto consumano i nostri condizionatori?

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Sommario In questa comoda guida troverai tutto quello che devi sapere sui consumi dei condizionatori. Potrai approfondire quali sono i suoi consumi, da dove derivano, i modelli di condizionatori sul mercato monosplit e dualsplit, quale offerta luce scegliere e come risparmiare sul consumo di questo elettrodomestico!

Qual è il consumo dei condizionatori e il relativo costo?

La risposta a questa domanda interessa a molti. Poiché sono sempre di più le famiglie che decidono di installare un impianto di condizionamento che consente di rinfrescare i luoghi nelle giornate più afose.

Come tutti gli elettrodomestici, anche i condizionatori necessitano di energia elettrica per funzionare. Questo va a incidere sulla bolletta luce e in tempi di risparmio. Dunque è ovvio chiedersi quanto consuma questo tipo di apparecchio.

In realtà, a differenza di quanto si pensa, non sempre i condizionatori consumano tanto, insomma dipende dal modello che si decide di installare e dalla posizione dell’abitazione, se ben isolata oppure estremamente esposta ai raggi solari.

E come vedremo, anche il costo del consumo elettrico di questo impianto, dipende da diversi fattori. In particolare:

  • il costo dell’energia elettrica proposto dai fornitori
  • la potenza del condizionatore
  • la durata temporale di utilizzo
  • l’uso più o meno corretto

Come hai potuto notare, non è semplice rispondere alla domanda che abbiamo posto inizialmente, e proprio per questa ragione, abbiamo pensato di proporre un articolo che fornisca tutte le indicazioni sul consumo dei condizionatori. Da cosa dipende e come questo vada ad incidere sulla fattura della luce. Infine, troverai utili consigli per ottenere un risparmio energetico e in bolletta.

Il consumo dei condizionatori

Come prima cosa, dipende dal modello che si decide di montare.

I modelli più nuovi, sono sicuramente quelli che consumano meno e fanno parte della classe energetica A+++.

Facciamo un esempio: il consumo di energia elettrica di un condizionatore di questa classe energetica, di potenza 6kW, capace di raffreddare una stanza di circa 40mq è dai 120 ai 160 kWh all’anno.

Naturalmente, il consumo varierà in base al tempo in cui viene lasciato attivo. Per esempio, durante i mesi più caldi, i condizionatori saranno lasciati accesi più ore, perciò il consumo sarà superiore così come la bolletta della luce rispetto ai mesi meno caldi. Per i condizionatori di classe B il consumo è invece superiore: dai 160 fino ai 180kWh stimati all’anno, mentre uno di classe C consumerà dai 180 ai 190 kWh annuali.

Parlando di tipologie di condizionatori, sicuramente quello più prestante è quello fisso, montato a muro. Richiede però dei lavori di muratura per installarlo, ma è davvero efficace per rinfrescare grandi ambienti.

Differenza tra condizionatore e climatizzatore

Condizionatori e climatizzatori, al giorno d’oggi vengono utilizzati come sinonimi. In origine i due nomi indicavano apparecchi con funzioni leggermente diverse:

  • Il condizionatore: dispositivo con il quale è possibile regolare la velocità dell’aria ma non la sua temperatura, ottenendo ugualmente un raffrescamento dell’ambiente.
  • Il climatizzatore: svolge la stessa funzione dei condizionatori ma in più si può regolare il livello della temperatura dell’aria e dell’umidità. Inoltre, questo apparecchio è in grado di interrompere la sua attività una volta raggiunte le condizioni desiderate.

I moderni apparecchi in commercio svolgono tutti le normali funzioni di un climatizzatore. Quindi sarebbe più giusto chiamarli così, ma ormai questi 2 termini sono diventati intercambiabili, perciò quando parleremo di condizionatori ci riferiremo ai climatizzatori.

Da cosa dipendono i consumi di un climatizzatore?

In seguito al montaggio del condizionatore si potrà notare un aumento in bolletta dovuto dal suo utilizzo che dipende dal reale consumo effettuato. A determinare il consumo dei condizionatori entrano in gioco diversi fattori, tra i quali:

  • La classe energetica dell’apparecchio.
  • Il tempo effettivo di utilizzo.
  • La modalità di utilizzo dell’apparecchio: è possibile regolare la potenza dei condizionatori (massima, media o bassa) ed è importante farlo nella maniera più corretta. Questo ci permette di diminuire i consumi e ottenere il risultato desiderato.
  • La zona climatica.
  • Le caratteristiche e la posizione dell’abitazione: per esempio l’isolamento termico delle pareti e del tetto, la posizione delle finestre e l’esposizione ai raggi solari.
  • Il modello dei condizionatori (se condizionatori Inverter o condizionatori tradizionale on/off; se monosplit o dualsplit).

A determinare il costo totale del consumo dei condizionatori oltre a queste variabili, è responsabile anche il costo dell’energia elettrica al kWh, che viene moltiplicato per i consumi effettuati. I fornitori energetici definiscono in parte il costo di un kWh.

Perciò è utile scegliere con attenzione l’offerta più conveniente per le tue esigenze così da riuscire a risparmiare.

Consumo condizionatori dipende dalla classe energetica

consumo e classe energetica condizionatoriLa classe energetica rappresenta l’efficienza del dispositivo e viene indicata nell’etichetta energetica. Quest’ultima, è riferita ad ogni elettrodomestico e si tratta di una classifica dalla A alla G. Gli elettrodomestici che presentano la lettera A hanno un’efficienza energetica superiore rispetto a quelli con le altre lettere. Di conseguenza, le tipologie di condizionatori che hanno classe A+++ sono quelle più efficienti.

Ma cosa vuol dire che un condizionatore è efficiente?

Significa che il dispositivo consumerà meno corrente per raffrescare gli spazi, rispetto a un condizionatore di minor efficienza, quindi di inferiore classe energetica.

Da sapere che, i condizionatori più nuovi hanno sicuramente una classe energetica superiore rispetto a quelli più obsoleti.

Inoltre, l’etichetta riporta i consumo dei condizionatori/climatizzatori ma in condizioni di laboratorio. Poiché le condizioni climatiche cambiano tra un’abitazione e l’altra, i consumi potranno variare. Quindi, se si vuole ottenere un dato sicuro e preciso sull’energia consumata ci si può affidare ai misuratori di corrente.

Si trovano facilmente in commercio e sono semplici da utilizzare. Basta collegarli direttamente alla presa dell’apparecchio. Sono utili per qualsiasi elettrodomestico e ti aiutano a capire se stai consumando quanto ritieni opportuno o se è il caso di diminuire i consumi.

La zona climatica, la posizione e le caratteristiche dell’abitazione

A questo punto è importante ribadire che il consumo dei condizionatori dipende sì dalla classe energetica, ma anche dalle caratteristiche dell’appartamento e dalla zona geografica.

È ovvio che un condizionatore all’interno di una casa che si trova in una zona molto calda, dovrà lavorare di più (in termini di tempo e potenza) per raggiungere la temperatura desiderata. Di conseguenza sarà necessaria più energia elettrica e i consumi aumenteranno.

Allo stesso modo i consumi dipenderanno dalla posizione e dalle caratteristiche di un’abitazione.

Prendiamo ad esempio due abitazioni che si trovano nella stessa zona climatica, una con un lieve isolamento termico, l’altra ben isolata. Il condizionatore posto nell’abitazione scarsamente isolata impiegherà più tempo e più potenza per raggiungere la temperatura voluta, a differenza di quello posto nella casa con maggior isolamento termico che è più protetta dal calore.

In questo ultimo caso, per raggiungere la temperatura voluta sono necessari pochi minuti e quindi la potenza consumata è notevolmente inferiore. Lo stesso discorso vale se pensiamo all’esposizione dell’abitazione. Una casa che si trova in una posizione molto esposta ai raggi solari, avrà bisogno di più tempo per raffreddarsi rispetto a una collocata all’ombra.

Il modello influisce sui consumi

Sicuramente una prima differenza in termini di consumo dobbiamo farla tra il condizionatore con tecnologia inverter e il modello tradizionale on/off.

  • Il primo è dotato di una tecnologia che consuma meno rispetto al secondo. Il motore non si arresta e si riavvia a intervalli. Opera continuamente e modula la potenza erogata in funzione delle necessità dell’ambiente.
  • Con il vecchio modello on/off invece, la potenza utilizzata è sempre la stessa, cosa non giusta, perché essa deve essere sempre impiegata in proporzione alle caratteristiche dell’ambiente da rinfrescare. Infatti, in situazioni non eccessivamente umide e calde, la potenza erogata dal condizionatore modello on/off potrebbe risultare uno spreco, e al contrario potrebbe non essere sufficiente per rinfrescare spazi più afosi.

Condizionatore monosplit e dualsplit

Ora parliamo della differenza tra climatizzatori monosplit e dualsplit (o multisplit).

Monosplit

La prima tipologia è costituita da un motore esterno collegato a una sola unità di climatizzazione interna.

Dualsplit

Invece, il secondo tipo ha sempre un solo motore esterno collegato però a due o più unità interne. Il dual split inizialmente era stato pensato per negozi e ambienti di grandi dimensioni, con il tempo si è diffuso anche all’interno delle abitazioni private.

I vantaggi del condizionatore monosplit sono:

  • facilità di installazione essendoci una sola unità esterna e una sola unità interna;
  • l’investimento è contenuto;
  • data una sola unità di climatizzazione interna i consumi saranno inferiori rispetto al dualsplit.

Mentre con il condizionatore dualsplit si possono ottenere i seguenti aspetti positivi:

  • maggior semplicità di collocamento in quanto si monta un solo motore per più unità interne, rispetto a montare più motori esterni monsplit;
  • è presente un solo sistema, perciò la manutenzione è meno onerosa rispetto a più sistemi monosplit.

A questo punto è importante fare una considerazione:

Il consumo dei condizionatori monosplit è minore perché è composto da una sola unità interna, ma potrà rinfrescare un solo locale. Invece, il dualsplit può climatizzare più ambienti. Inoltre, se è dotato di una tecnologia a inverter l’energia verrà impiegata in modo ottimale.

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L’offerta luce condiziona il costo del consumo condizionatori

In alcuni casi, si tengono sotto controllo i consumi, ma la bolletta risulta lo stesso troppo alta. Per diminuire il costo della bolletta potresti cambiare offerta della luce perché questa determina in parte il costo finale di un kWh che viene consumato dal condizionatore.

Nel mercato libero hai tante possibilità di scelta, esistono molti fornitori (Enel Energia, Eni, Sorgenia, Edison, Illumia ecc.) che offrono più tariffe luce per venire in contro a qualsiasi esigenza.

Se scegli un’offerta con una tariffa più conveniente, si abbasserà la voce della spesa materia energia ottenendo un risparmio sulla spesa dei consumi del condizionatore.

La potenza influenza il costo del climatizzatore in bolletta

Altri 2 fattori che incidono sulla bolletta luce sono:

  • la potenza del condizionatore
  • la potenza impegnata del contatore

La potenza del condizionatore dovrà sempre essere decisa in base alle dimensioni degli spazi da raffrescare. Non deve essere sproporzionata rispetto agli ambienti da climatizzare, altrimenti consumerà più del necessario e aumenterà il costo in bolletta e il contatore potrà scattare numerose volte avendo raggiunto il massimo della potenza disponibile.

Per quanto riguarda la potenza del contatore luce possiamo dire che, i 3 kW normalmente sufficienti per un’utenza domestica, con l’installazione di un condizionatore potrebbero non bastare. Specialmente se si tiene acceso per diverse ore, in cui sorge la necessità di utilizzare altri elettrodomestici. Per queste ragioni, potresti dover modificare la potenza impegnata del tuo contatore. Bisogna specificare che una potenza superiore del contatore comporta l’aumento della spesa fissa in bolletta.

Consumo condizionatori: potenza in BTU

potenza condizionatore in BTULa potenza di un climatizzatore, oltre ad essere espressa in kW può essere definita in BTU, acronimo di British Thermal Unit, e indica la capacità di raffreddamento nel tempo dell’impianto. In altre parole, è la capacità di refrigerazione e di riscaldamento di un climatizzatore riferita all’unità di tempo pari a un’ora.

Per sapere quanta potenza BTU ha bisogno il macchinario, bisogna tenere in considerazione:

  • il volume della stanza
  • la sua esposizione al sole
  • l’isolamento termico delle pareti
  • se si trovano molti dispositivi che generano calore (esempio computer fissi).

Consigliamo quindi, di rivolgersi sempre a un esperto del settore per trovare la soluzione più giusta tenendo conto delle necessità del cliente e delle caratteristiche del luogo.

Quanti BTU per metro quadro servono?

Non è possibile dare una risposta precisa a questa domanda, in quanto vanno considerate le variabili sopraelencate.

Possiamo dire in modo approssimativo che per una stanza tra i 25 e i 35 mq potranno bastare dai 6.000 ai 9.000 BTU/h. Questa potenza refrigerante garantirà un buon livello di climatizzazione con consumi contenuti per utilizzi frequenti nei mesi più caldi dell’anno.

Se la stanza è più grande, di 45-50 mq, molto esposta al sole, con tante finestre e un soffitto alto, è preferibile installare un climatizzatore con potenza di almeno 12.000 BTU/h.

Ti proponiamo di seguito una tabella orientativa sulla potenza necessaria in base ai mq.

Metri Quadri Potenza BTU/h Kilowatt/h
20 mq 5.000 1,5
30 mq 8.000 2,3
60 mq 16.000 4,7
90 mq 24.000 7

Come risparmiare in bolletta sul consumo condizionatore

Come risparmiare in bolletta sul consumo condizionatoreQuando si decide di installare un condizionatore, la bolletta luce potrà aumentare, specialmente se è stato necessario l’incremento della potenza del contatore. Infatti, l’energia erogata quando è attivo il dispositivo di climatizzazione, potrebbe essere superiore alla potenza impegnata del contatore luce, specie se vengono utilizzati altri elettrodomestici contemporaneamente.

In questo caso, scatterebbe di continuo il contatore e quindi bisognerà provvedere a modificarne la potenza, facendo domanda al fornitore. Se hai dovuto fare questa modifica, i costi fissi che pagherai in bolletta aumenteranno perché dipendono in parte proprio dalla potenza impegnata.

Quindi per poter risparmiare sulla bolletta come si può fare?  Hai 2 alternative:

  1. Diminuire il consumo condizionatore;
  2. Optare per un’offerta luce diversa anche con un altro fornitore.

Come diminuire i consumi del climatizzatore

La cosa più logica per ridurre il consumo condizionatore è quella di diminuire le ore di utilizzo. Ma questa operazione non è affatto semplice da mettere in atto durante le giornate più torride.

Esistono però, altre manovre che puoi compiere per riuscire in questo intento:

  • utilizzare un climatizzatore con classe energetica elevata;
  • sceglierne uno con tecnologia inverter;
  • acquistare un dispositivo con potenza proporzionata allo spazio da rinfrescare;
  • utilizzare il condizionatore in modalità “deumidificatore”;
  • evitare di aprire finestre e porte;
  • impostare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio;
  • programmare una temperatura non troppo bassa (massimo 5-6 gradi inferiori alla temperatura esterna);
  • provvedere a una manutenzione e pulizia ordinaria dei filtri.

Cambiare offerta luce

Scegliere l’offerta più conveniente per le tue necessità è fondamentale perché la tariffa che propongono i vari fornitori verrà applicata ad ogni kWh che consumerai.

Il costo di un singolo kWh definito dai fornitori, moltiplicato per il totale dei tuoi consumi mensili, andrà a comporre una voce molto importante in bolletta: spesa per la materia energia. Essa compone circa il 43% della spesa finale indicata in bolletta.

Le offerte disponibili sono moltissime, così come i fornitori, e avendo l’imbarazzo della scelta, diventa a volte difficile prendere una decisione. Il consiglio che possiamo darti è di tenere in considerazione le offerte web che sono quelle più comode ma anche le più economiche.

Prevedono la bolletta digitale che arriva tramite e-mail, in questo modo si può risparmiare sul servizio postale. Seconda caratteristica importante è il metodo di pagamento con la domiciliazione bancaria: molto pratico avvenendo in maniera automatica senza il bisogno di recarsi presso gli uffici postali.

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Capire l’efficienza di un condizionatore

I condizionatori prodotti dopo il 2013, con potenza nominale uguale o inferiore a 12 kW hanno l’obbligo di avere l’etichetta energetica. Questa consente di avere un’idea dei consumi energetici del dispositivo. Ed è importante saperlo, in quanto il consumo regolare del climatizzatore costituisce mediamente circa il 15% del consumo totale di elettricità.

L’etichetta che esprime l’efficienza energetica è composta da 7 classi energetiche: A+++ è la più efficiente, D quella meno. Sempre sull’etichetta viene indicato a quale di queste classi appartiene il dispositivo.

Inoltre, è composta da 2 indici stagionali: indice SEER e indice SCOP.

  • Il primo si riferisce all’efficienza in modalità di raffrescamento;
  • il secondo all’efficienza dell’apparecchio in modalità di riscaldamento. Più il valore degli indici sarà alto, tanto più il prodotto sarà efficiente.

Ecco una tabella che esprime il valore SEER in base alla classe energetica:

Classe energetica SEER
A+++ > 8,5
A++ tra 8,5 e 6,1
A+ tra 6,1 e 5,6
A tra 6,6 e 5,1
B tra 5,1 e 4,6
C tra 4,6 e 4,1
D tra 4,1 e 3,6

L’obbligo dell’etichetta è previsto da un regolamento della Commissione Europea, nel quale vengono definiti anche dei criteri minimi da rispettare per quanto riguarda la rumorosità dell’unità esterna e di quella interna.

L’uso del deumidificatore

Per diminuire i consumi del condizionatore una soluzione efficacie è utilizzare la modalità “deumidificatore” che tutti questi apparecchi possiedono.

In questo modo, non si utilizza la funzione di raffrescamento, ma sarà possibile raggiungere il medesimo risultato e i consumi elettrici saranno inferiori.

Spesso infatti, è sufficiente diminuire l’umidità nell’aria per sbaragliarsi dell’afa eccessiva.

I modelli di climatizzatori

Oltre alla tecnologia inverter o on/off e alla differenza tra monosplit e dualsplit, possiamo classificare i condizionatori in base alle funzioni che possiedono. In questo caso ci sono:

  • condizionatori a pompa di calore;
  • condizionatori solo freddo.

Quello a pompa di calore, può produrre aria calda durante i mesi invernali, a differenza del condizionatore solo freddo che, come è facilmente intuibile, può solo rinfrescare gli ambienti.

Comunque, esistono altre soluzioni per riscaldare gli ambienti come le stufe e i boiler elettrici. Si può ottenere un risparmio energetico con le stufe elettriche e i boiler? Assolutamente si, basta seguire dei piccoli accorgimenti.

Infine, l’ultima differenza che vogliamo precisare è riferita all’unità esterna:

  • Condizionatori senza unità esterna: quando non è possibile installare l’unità esterna si può optare per questa tipologia. Le funzioni sono le stesse e il collegamento dell’apparecchio con l’esterno avviene mediante dei tubi. Sono però più rumorosi e con un’efficienza energetica inferiore.
  • Condizionatori con unità esterna: è il modello più diffuso, l’unità esterna viene posizionata vicino alle finestre, sui balconi o sul terrazzo. Questa tipologia, consente di applicare più split interni e rinfrescare così più stanze.

Le detrazioni fiscali 2020 per i condizionatori

Dal momento che acquisti e installi un nuovo condizionatore, sono previste delle detrazioni fiscali che cambiano a seconda della tipologia di lavori effettuati:

  • Ecobonus con detrazione fiscale del 65%: quando si effettuano lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione. Solo se si acquistano climatizzatori a pompa di calore ad alta efficienza energetica (classe non inferiore alla A+).
  • Bonus ristrutturazioni con detrazione del 50%: per l’installazione di dispositivi a pompa di calore su immobili residenziali, durante lavori di ristrutturazione totale o parziale dell’abitazione.
  • Bonus mobili del 50%: previsto per l’acquisto di mobili di grandi dimensioni e di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+. Può essere richiesto solo da chi sta realizzando un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2019.

Le detrazioni avvengono attraverso quote con lo stesso importo, distribuite in modo costante durante l’anno in cui è stata sostenuta la spesa e negli anni successivi.

Se voi saperne di più sul costo dell’energia e su come risparmiare sui tuoi consumi visita le pagine su boiler elettrico e caldaia elettrica.

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Aggiornato su 20 Lug, 2021

redaction La redazione di Prontobolletta
Redactor

Giulia P.

Giornalista News

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