Chi ha diritto al prezzo gas accisa agevolata?    

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Sommario In questa guida potrai trovare tutte le informazioni utili per quanto riguarda l’accisa agevolata sul prezzo del gas. In particolare, scopri chi può averne diritto, come richiederla, che documenti sono necessari a tal fine, i tipi di imprese che possono goderne.

Se si parla di fornitura di gas naturale, bisogna sapere che esistono delle imposte da pagare, quali l’Iva o le addizionali regionali. Alcune aziende a partita IVA hanno diritto al prezzo gas accisa agevolata e, per scoprire quali, bisognerà verificare il codice Ateco e raccogliere le informazioni utili per inoltrare la domanda e avere diritto a questa riduzione.

Infatti lo Stato prevede delle agevolazioni molto interessanti sia per gli utenti domestici, che per le imprese, delle quali sarà molto importante tenere conto, al fine di abbattere i costi energetici, anche in modo significativo. Molti consumatori gas business, che appartengono a determinate categorie, non sanno di poter richiedere l’agevolazione e il prezzo gas accisa agevolata. Questa agevolazione comunque riguarda solo le forniture gas e non l’energia elettrica.

Tutte le imposte della bolletta gas naturale

Le forniture gas sono sottoposte a una tassazione con aliquote differenti sia sulla base sia della tipologia di utilizzo (civile o industriale), sia sulla base della zona geografica e dell’utenza del cliente finale.

In particolare le forniture gas per usi industriali e civili devono sostenere delle spese fisse:

  • Iva: imposta sul valore aggiunto che si applica al valore del bene e quindi al costo totale della bolletta gas comprensiva delle componenti e dell’accisa.
  • Addizionale regionale: introdotte dalla legge 14/6/1990 n.158 e successivo Decreto Legislativo 21712/1990 n.398. Hanno delle aliquote diverse a seconda della Regione dove si trova la fornitura. Le addizionali vengono pagate sulla base del consumo del gas. Attenzione che le regioni a statuto speciali non applicano le addizionali.
  • Accisa: imposta erariale sul consumo

L’accisa viene applicata tenendo conto del Decreto Legislativo del 16/10/1995 n.504 (Testo Unico delle Accise) a tutti i consumatori di gas sulla base del loro consumo. Questo significa che l’accisa viene pagata in relazione al numero effettivo di metri cubi gas consumati. Le aliquote applicate si differenziano per tipologia di utilizzo del gas: civile o industriale.

Ma quali sono le aziende che hanno diritto ad agevolazioni sulle aliquote?

Le aziende che hanno diritto all’aliquota Iva agevolata al 10% per il gas

Mentre per usi civili viene applicata l’aliquota ridotta al 10% per i primi 480 metri cubi l’anno, esiste una aliquota Iva agevolata anche per certe tipologie di aziende. Vediamo quali:

  1. Aziende agricole
  2. Imprese che usano il gas per la produzione di energia elettrica
  3. Imprese estrattive e manifatturiere (sezione C, codice Ateco)
  4. Imprese che usano gas in centrali di cogenerazione con produzione combinata di elettricità e calore

Le aziende esenti dal pagamento Iva per gas metano

Oltre alle imprese che hanno diritto all’Iva agevolata al 10% per il gas, ci sono anche determinate imprese che godono dell’esenzione totale dell’Iva. L’esenzione significa in sostanza che l’aliquota è pari a zero. Vediamo quali sono le imprese che sono esentate dal pagamento Iva:

  • Comandi militari Nato
  • Esportatori abituali: operatori economici che effettuano operazioni superiori al 10% del volume d’affari dell’anno prima
  • Rappresentanze diplomatiche
  • Forniture dello Stato della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino

Qui trovi le altre imposte sulle forniture di luce e gas.

L’agevolazione sull’accisa gas per cogenerazione

La cogenerazione, che utilizza il gas come combustibile, è una tecnologia molto versatile e consente di ottenere una elevata efficienza energetica. Per via degli alti benefici in termini energetici lo Stato sostiene la cogenerazione con agevolazioni e incentivi molto interessanti. Un tempo la cogenerazione veniva applicata solo ai grandi impianti, mentre ora si sta diffondendo anche in utenze con potenze termiche basse. Lo Stato supporta la cogenerazione con l’agevolazione sulle accise, che si possono ridurre in modo considerevole rispetto all’aliquota agevolata per usi termici.

La riduzione accise gas per imprese

Per quanto riguarda il gas, le tasse da pagare sono più alte rispetto all’energia elettrica e il costo finale è tra i più alti a livello europeo. Quindi esistono delle riduzioni dell’accisa e dell’addizionale regionale che permettono di pagare un’imposta minore rispetto a quella ordinaria. Ecco quali sono i casi in cui viene applicata l’accisa agevolata per imprese:

  1. Impianti sportivi per attività dilettantistiche senza fine di lucro
  2. Attività ricettive svolte da istituzioni per assistenza a disabili, orfani, anziani e indigenti
  3. Attività industriali che producono beni e servizi: artigianali, agricole, produzione energia elettrica e cogenerazione
  4. Attività svolte in case di cura
  5. Forze Armate Nazionali
  6. Rappresentanze diplomatiche
  7. Organizzazioni internazionali
  8. Alcuni Stati e Organizzazioni Internazionali

In sostanza quindi le imprese con uso gas industriale che godono dell’accisa ridotta sono alberghi, strutture ricettive, strutture per la distribuzione commerciale, ristoranti (agevolazione al 50%), pizzerie e bar. Nel caso delle strutture per la distribuzione commerciale, dei ristoranti, delle pizzerie e dei bar, la Regione potrebbe decidere di applicare un’imposta sostitutiva. Ma ci sono anche delle aziende che godono dell’esclusione totale dall’accisa e dalle addizionali regionali sul gas?

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Le aziende escluse dall’accisa e dalle addizionali regionali sul gas

Sono escluse dal pagamento dell’accisa e dalle addizionali regionali gas tutte le imprese che utilizzano il gas per la riduzione chimica, nei processi mineralogici e nei processi elettrolitici o metallurgici (classificazione DI 26 e DJ 27 codice ATECO).

Come richiedere l’IVA o l’accisa agevolata

gas accisa agevolata In che modo le aziende potranno richiedere l’accesso all’applicazione agevolata delle aliquote? Dopo l’attivazione della fornitura, l’impresa dovrà inviare una apposita dichiarazione scritta al proprio fornitore. Il cliente dovrà poi ammettere, nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che dispone di tutti i requisiti essenziali per ottenere l’agevolazione. Al fine di inoltrare la domanda, sarà necessario compilare e firmare uno specifico modulo del fornitore previsto per la propria attività, che dovrà essere inoltrata al fornitore via posta con raccomandata, via fax o via email PEC.

All’interno del modulo bisognerà inserire anche i dati relativi all’utenza gas come indirizzo, codice fiscale, partita IVA, codice PDR, dati del richiedente e tutti i documenti richiesti. In alcune circostanze potrebbe anche essere richiesta la copia del certificato della camera di commercio, della licenza di esercizio per i locali pubblici e ristorazione o la copia dello statuto per impianti sportivi e attività di assistenza. Si dovrà anche allegare, obbligatoriamente, una copia del documento d’identità del richiedente valido pena l’invalidità della domanda.

Le differenze tra accisa per uso civile e accisa ridotta per uso industriale/commerciale
A questo punto potrebbe essere lecito domandarsi quali siano le differenze tra accisa per uso civile e accisa ridotta per uso industriale o commerciale. Ecco quali sono i valori dell’accisa per usi civili e per usi industriali o commerciali:

Accisa per uso civile:

  • Per consumi fino a 120 metri cubi annui: 0,044 euro per metro cubo
  • Per consumi superiori a 120 metri cubi annui e fino a 480 metri cubi annui: 0,0175 per metro cubo
  • Per consumi superiori a 480 metri cubi annui e fino a 1560 metri cubi annui: 0,170 euro per metro cubo
  • Per consumi superiori a 1560 metri cubi annui a 0,186 euro per metro quadro.

Accisa ridotta per uso industriale/commerciale:

  • Per consumi fino a 1.200.000 metri cubi annui: 0,012498 euro a metro cubo
  • Per consumi superiori a 1.200.000 metri cubi annui a 0,0074988 per metro cubo

Si assiste, quindi, a una differenza media di 0,17euro/smc, il che significa che per un consumo di 10.000 metri cubi annui ci sarà un risparmio di 1.700,00 euro all’anno.

Chi può godere dell’Iva agevolata al 10% per Gpl?

Secondo quanto indicato dal DPR 633/72 tabella A, parte III, punto 127-bis, anche le utenze a uso domestico possono avere diritto all’IVA agevolata. In questo caso specifico però il GPL dovrà essere esclusivamente a uso domestico, per la cottura di cibi e di produzione di acqua calda sanitaria. Questo significa che il GPL usato per il riscaldamento, verrà escluso dall’agevolazione.

Proprio come avviene per le agevolazioni fiscali previste sul gas metano per le imprese, alcune aziende possono godere dello stesso beneficio anche per l’uso del Gpl. Ecco chi ha diritto all’Iva al 10% per il Gpl:

  1. Aziende agricole che usano il Gpl per effettuare produzione agricole
  2. Aziende manifatturiere
  3. Industrie comprese quelle estrattive, poligrafiche, editoriali e simili
  4. Utenze domestiche (uso cucina e/o produzione acqua calda sanitaria)
  5. Bombole per uso agricolo

Gli unici che possono godere dell’accisa agevolata per il Gpl da riscaldamento, sulla base della legge n.448/98, sono gli utenti ricadenti all’interno di comuni non metanizzati delle zone montane, e quindi aree ben precise.

Come richiedere l’Iva agevolata per il Gpl

Chi volesse richiedere l’Iva agevolata al 10% sul Gpl dovrà, per prima cosa, verificare se l’utenza ne abbia o meno diritto. Dovrà poi trovare la documentazione necessaria sul sito o richiederla al fornitore sul cui sito potrà trovare l’opportuna modulistica da compilare nel dettaglio.

La documentazione andrà inviata al fornitore Gpl, con tanto di allegati necessari al fornitore per applicare l’Iva sul Gpl consumato al 10%. Anche in questo caso la richiesta andrà inviata con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con cui il cliente dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, di aver diritto all’agevolazione. La dichiarazione non ha scadenza ma verrà considerata valida fino a quando non sarà esplicitamente revocata dal cliente stesso.

In caso di eventuali variazioni sul tipo di attività svolta dall’azienda, bisognerà comunicarle al fornitore e inviare la richiesta mediante raccomandata A/R così da essere certi dell’avvenuta ricezione.

Ma quali sono i documenti che serviranno per richiedere l’iva agevolata al 10% per il gpl?

I documenti per richiedere l’Iva al 10% per il Gpl

Oltre alla dichiarazione sostitutiva, bisognerà allegare anche altri documenti per inoltrare la richiesta di Iva al 10% per Gpl. In caso di persona fisica è necessario avere un documento d’identità valido, mentre per le società viene richiesta la copia di altri certificati quali:

  • Dichiarazione sostitutiva atto di notorietà (dati anagrafici intestatario, indirizzo utenza e riferimento del contratto)
  • Copia del documento d’identità valido
  • Copia certificato di attribuzione della Partita Iva dell’azienda
  • Copia certificato CCIAA (Camera di Commercio) dell’azienda

La normativa di riferimento che regola l’imposta sul valore aggiunto è dettata dal DPR del 26 ottobre 1972 n.633. Infine per massimizzare il risparmio si possono scegliere delle offerte gas vantaggiose scegliendo tra uno dei danti fornitori energetici del libero mercato o del mercato tutelato (tariffe decise dall’Arera).

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Aggiornato su 14 Set, 2021

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Gaia V.

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