Bolletta luce e Canone Rai tutto quello che c'è da sapere
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Bolletta luce Canone RAI: a partire dal 2016 il canone RAI è incluso nelle bollette luce domestiche. Scopri costi, tempi e categorie esonerate dal pagamento.

Table of Contents
Trattandosi, per l’appunto, di una norma relativamente nuova e che introduce un radicale cambiamento nella vita dei consumatori italiani, non tutti sono ancora a conoscenza delle nuove modalità di addebito del canone RAI e dei dettagli al riguardo.
In questo articolo potrai trovare tutto ciò che c’è da sapere sull’addebito nella bolletta luce del canone RAI.
Legge di stabilità 2016: le novità
Anzitutto, conviene cominciare questo guida sul rapporto tra canone RAI e bolletta luce specificando in cosa consiste la novità introdotta dalla legge di stabilità promulgata nel 2016 dal governo italiano. E per farlo è necessario sapere come venivano regolati in precedenza la tassazione e il pagamento della tassa televisiva. Utile sapere:Il canone televisivo è stato introdotto per la prima volta in Italia con la legge del 4 giugno 1938 avente lo scopo di regolare e disciplinare i comportamenti relativi alla ricezione delle radioaudizioni italiane. Dunque, il motivo della norma è molto semplice e immediato. Essa trova la sua necessità nei servizi radiofonici e televisivi che lo Stato italiano mette a disposizione degli utenti. Tuttavia, in realtà le cose non stanno esattamente così.La normativa del 1938
La normativa del 1938 regolava per la prima volta un territorio nuovo per l’Italia di allora: quello della crescente diffusione dei mezzi radiofonici e, più tardi, di quelli televisivi.
In particolare, il decreto ne regolamentò l’uso, le modalità di accesso e di cessazione. Venne, ad esempio, istituito “Libretto di iscrizione alle radioaudizione” detenuto dai possessori di apparecchi.
Inoltre, fu stabilito che:
Le modifiche del 2016
Le modifiche del 2016 apportate dal governo riguardano soprattutto le modalità del pagamento del canone ordinario per le utenze domestiche.
A partire da questa data lo Stato ha interrotto l’emissione dei bollettini e stabilito l’addebito del canone RAI all’interno della bolletta luce per tutti i proprietari di televisioni sul suolo italiano. A questa misura sono soggetti, allora, sia i cittadini italiani che gli stranieri senza cittadinanza in possesso di un apparecchio televisivo.
Attenzione:È sufficiente la presenza di un televisore (o di un apparecchio adattabile) per rendere il nucleo familiare tenuto al pagamento del canone. Allo stesso modo, nel caso (oggi assai probabile) in cui la famiglia abbia più di un televisore, la quota del canone resterà fissa e non varierà in base al numero di apparecchi posseduti.
Come si può facilmente immaginare, una diretta conseguenza della legge di stabilità è stata quella di un aumento degli importi delle bollette luce che, a partire dal 2016, riportano, tra i costi, anche quello del canone televisivo.
Tuttavia, è importante sottolineare:
Dunque, di fatto, il canone RAI viene oggi addebitato indistintamente su tutte le bollette per le utenze luce domestiche e spetta ai cittadini stessi notificare all’Agenzia dell’Entrate di non essere soggetti al pagamento. Potrebbe, ad esempio, configurarsi il caso di un utente che non possiede apparecchi televisivi nella propria abitazione di residenza e, non essendo al corrente della normativa, paga regolarmente il canone RAI nella propria bolletta luce in quanto non ha dato notizia dell’esonero da tale imposta.
Quindi nei paragrafi che seguono vedremo nel dettaglio chi sono i soggetti imputati al pagamento del canone RAI, chi ne può chiedere l’esenzione e in che modo può farlo.
Bolletta luce canone RAI: chi deve pagare il canone RAI
La legge italiana è molto chiara riguardo a chi deve pagare il canone ordinario RAI. Come detto, lo stato presume che ogni nucleo familiare sia proprietario di almeno un televisore e, pertanto, addebita il canone RAI su ogni bolletta luce per contratti di utenze domestiche residenti. Dunque, restano esclusi dal novero dei soggetti al pagamento del canone:Pagamento tramite F24
Nei casi in cui non vi siano nel nucleo famigliare intestatari di bollette di energia elettrica e, dunque, il fornitore non è nella posizione di inviare alcuna bolletta riportante l’addebito del canone, il pagamento del canone RAI dovrà essere effettuato tramite F24. Ad esempio, si configurano in questa casistica:- In un’unica soluzione per l’intero importo annuale del canone con pagamento effettuato entro il 31 gennaio.
- In due rate semestrali con scadenza il 31 gennaio e il 31 luglio.
- In quattro rate, ogni tre mesi: 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre.
Bolletta luce Canone RAI: chi non deve pagare il canone RAI
Se la legge di stabilità del 2016 ha radicalmente modificato le modalità del pagamento del canone televisivo, le normative riguardo a chi è tenuto al pagamento e chi non deve pagare il canone RAI sono rimaste pressoché invariate.
Infatti, non solo chi non possiede alcun apparecchio televisivo è esentato dal pagamento del canone RAI ordinario, ma anche molte altre categorie di persone. Vediamo quali sono.
Chi non possiede televisori
La prima e più ampia categoria di persone esentate dall’obbligo del pagamento dell’imposta è ovviamente quella di chi non possiede televisori o apparecchi adattabili. Pertanto, non vengono considerati rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta gli apparecchi radiofonici. Attenzione:Se si possiede una radio e/o un’autoradio ma nessun televisore (o apparecchio adattabile) non si è comunque tenuti al pagamento del canone RAI. Tuttavia, alla luce delle nuove e moderne tecnologie non è sempre chiaro quali sono gli apparecchi adattabili e in quali casi si è tenuti al pagamento dell’imposta:- Basta considerare che oggi è sufficiente avere un pc e collegarsi al sito RAI per poter vedere in streaming programmi e filmati dell’emittente pubblica.
- Ciò rende la ragion d’essere dell’imposta e le sue modalità di applicazione ben più difficili da definire in maniera chiara rispetto a quanto accadeva in passato.
Apparecchi soggetti al pagamento del canone RAI
Proprio a fronte della necessità di normare una situazione nuova e, ovviamente, non prevista dalla normativa originale del 1938, la nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 febbraio 2012 ha esplicitamente stabilito quali sono gli apparecchi adattabili, soggetti al pagamento del canone.
Il ministero ha chiaramente suddiviso le apparecchiature radiotelevisive e informatiche in tre categorie:
- Apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione come televisioni fisse e portatili, radio fisse e portatili e apparecchi tecnologici atti alla ricezione di emissioni radio e TV (ad esempio, cellulari e lettori mp3 con cui è possibile ascoltare la radio).
- Apparecchi adattabili alla ricezione della radiodiffusione, cioè tutti quegli oggetti che possono ricevere i segnali della radiotelevisione pubblica benché non sia il loro scopo primario. Fanno parte di questo gruppo: videoregistratori con sintonizzazione TV, chiavette USB e schede computer con possibilità di sintonizzazione, programmi per PC dai quali è possibile vedere la TV (come Windows Media Center), i decoder satellitari e quelli del digitale terrestre.
- Apparecchiature non atte e non adattabili alla ricezione della radiodiffusione come, ad esempio, i monitor per computer (qualora non fungano anche da televisione), casse acustiche e pc non dotati di sintonizzatore TV.
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Info
Altre categorie esenti dal canone RAI
Benché le famiglie non in possesso di televisioni (o apparecchi assimilabili) costituiscano il motivo generalmente principale per l’esclusione dal pagamento, esistono altre categorie esenti dal canone RAI. Tra queste:Costo del canone RAI
Il costo del canone RAI è variabile e viene stabilito annualmente dallo stato italiano. Gli intestatari di utenze luce domestiche vedranno addebitato il canone sulle proprie bollette ripartito in 10 rate mensili. Quindi:Richiedere l’esonero dal pagamento del canone RAI
Come si è visto, per alcune particolari categorie di persone e per coloro che non possiedono un televisore (o un apparecchio predisposto alla videoricezione) è possibile richiedere l’esonero dal pagamento del canone RAI. Tale esonero ha valore di un’autodichiarazione che il cittadino compie, sotto la propria responsabilità, nei confronti del governo italiano. Nei casi di dichiarazioni mendaci o mancato pagamento del canone sono previste multe che vanno dai 200 ai 600 €. L’autodichiarazione per l’esonero deve essere presentata tramite l’apposita “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Oltre alle proprie generalità e dati personali, l’utente dovrà motivare la richiesta di esenzione specificando, in particolare, se non si possiede una televisione (o apparecchio assimilabile) o se si possiede una televisione ma questa è già addebitata su di un’altra utenza elettrica di un membro della famiglia. Una volta compilata e firmata, la dichiarazione dovrà essere inviata all’Agenzia delle Entrate. È possibile procedere all’invio nei seguenti modi:Rimborso del canone pagato in bolletta
Può capitare che gli utenti non essendo adeguatamente informati rispetto alle novità introdotte nel 2016 paghino per errore il canone RAI all’interno della propria bolletta luce quando in realtà non sarebbero soggetti a tale pagamento. In questo caso è riservata ai cittadini la facoltà di richiedere il rimborso del canone erroneamente pagato in bolletta. In particolare, sul proprio sito internet l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione l’apposito modulo esenzione per la richiesta di rimborso:- La scheda di confrontabilità: a cosa serve
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