Black Friday: ecco tutti i problemi dietro il grande risparmio
Anche quest'anno, nonostante la pandemia, torna il famoso Black Friday con tutte le sue "imperdibili" offerte. Ma cosa c'è dietro questo famoso evento digitale? Scoprite di più nel nostro articolo!

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Torna anche quest’anno il Black Friday, diventato un’altra tradizione per noi italiani: sono in milioni ormai coloro che si lanciano in acquisti sfrenati in questo periodo. Tutti alla ricerca della migliore offerta sulle varie piattaforme di shopping online, prima fra tutte Amazon. Recentemente, il famoso Black Friday si è evoluto a tal punto da creare un’altra giornata all’insegna degli acquisti: il Cyber Monday, incentrato su prodotti tecnologici.
Nasce successivamente ma ha già scavalcato il Black Friday in termini di numeri: il Cyber Monday, infatti, con i suoi 6,8 milioni di ordini nel 2019 presenta un livello di crescita del 92% rispetto al 2018. Numeri che possiamo capire dato l’interesse sempre maggiore delle persone verso la tecnologia che sta crescendo incessantemente.
Crescita incredibile del Black Friday ma a che prezzo?
Non c’è dubbio che questi eventi ci portino diversi vantaggi in generale e ci permettano di risparmiare ma il tutto a che prezzo? La maggior parte delle persone fa un acquisto senza pensare a ciò che si nasconde dietro. Oltre ai maggiori imballaggi dei prodotti, la maggior parte degli acquisti riguarda dispositivi tecnologici e composti di plastica difficili da smaltire. Inoltre, l’altro grande problema riguarda l’inquinamento atmosferico, dovuto alle innumerevoli emissioni prodotte dai mezzi di trasporto di questi prodotti. La stessa Chiara Campione, responsabile dell’unità “Corporate and Consumers” di Greenpeace Italia, riguardo gli effetti di questo evento sull’inquinamento ha dichiarato:Chiara Campione
“Il Black Friday è diventato uno dei picchi principali di consumismo. Questa sbornia di acquisti genera il più grande volume di rifiuti dell’anno. Un trend pericoloso che mette in pericolo il nostro pianeta. Acquistiamo senza pensarci un secondo, ma la spazzatura che creiamo durerà in alcuni casi per secoli”