Ripartizione consumo riscaldamento: come funziona?

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Sommario Ripartizione consumo riscaldamento: come è possibile dividere i consumi per il riscaldamento se il contatore è centralizzato nel condominio? Guida step by step.

conguagli in bollettaDividere equamente i consumi e le spese può sembrare, di primo acchito, una tema difficoltoso, specie quando si tratta delle bollette legate alle utenze. Sul tema ripartizione consumo riscaldamento, però, è stata applicata una notevole semplificazione che non lascia più dubbi: dal 30 giugno 2017 vige, infatti, l’obbligo per i condomini e gli edifici polifunzionali di contabilizzare i consumi di riscaldamento secondo la norma tecnica UNI 10200 aggiornata alla versione 2018.

La norma è pensata proprio per suddividere correttamente le spese per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria negli edifici serviti da una o più centrali termiche. Vediamo cosa prevede e quali novità ha apportato nel concreto.

Ripartizione consumo riscaldamento: i 4 obblighi principali

In sintesi, sono quattro gli obblighi previsti dall’attuale normativa:

  1. La contabilizzazione, che si realizza con l’installazione dei ripartitori sui radiatori
  2. La termoregolazione che si ottiene installando delle valvole termostatiche sui radiatori
  3. Il rispetto delle nuove tabelle millesimali: significa che tutti gli edifici con riscaldamento centralizzato devono adeguare le tabelle millesimali del riscaldamento alla nuova norma UNI 10200
  4. La suddivisione dei consumi e delle spese sulla base dei consumi effettivi

Cosa comporta, quindi, questa norma per chi abita in un condominio con riscaldamento centralizzato?

Ripartizione consumo riscaldamento: cosa cambia per i condomini

La norma è stata vista nel 2017 come un vero cambiamento epocale per la gestione del servizio di riscaldamento degli edifici (condomini in particolare).

Ogni condomino paga, in sostanza, quanto consuma: ogni bolletta viene calcolata in base all’effettivo riscaldamento fornito all’abitazione. La contabilizzazione è quindi un intervento di efficientamento energetico (qui le soluzioni Enel per l’efficienza energetica) che:

  • migliora il rendimento di regolazione dell’impianto
  • diminuisce i consumi
  • e consente di pagare il giusto agli utenti

E’ la UNI 10200 ad indicare il metodo di ripartizione dei consumi, indicando una quota involontaria e una quota volontaria. Vediamo la differenza tra le due.

Ripartizione consumo riscaldamento: quota volontaria e involontaria

Prima del 2015 il calcolo delle tabelle millesimali si basava sulla dimensione e sul numero dei radiatori, oggi invece si basa sulla dispersione termica di ogni unità immobiliare.

appartamento frazionatoGli appartamenti che disperdono più energia hanno, quindi, un valore millesimale più alto. Questo ha introdotto i concetti di quota volontaria e involontaria (conosciute anche – rispettivamente – come quota variabile e fissa) nel calcolo del consumo del riscaldamento. Le unità che hanno avuto maggiori svantaggi dalla norma UNI10200 sono gli attici e gli appartamenti al piano terra perché disperdono più calore, al contrario degli appartamenti nei piani intermedi.

La quota fissa corrisponde al consumo involontario che riguarda:

  • le perdite di distribuzione dell’impianto
  • le spese di manutenzione ordinaria
  • e di gestione del servizio di lettura

Solitamente la quota fissa equivale a una percentuale variabile tra il 20% ed il 30% dei consumi totali per il riscaldamento condominiale.

La quota variabile:

La quota variabile è  invece, quella parte di consumo volontaria che dipende dalla scelta dell’utente di accendere o meno il riscaldamento, impostando attraverso le valvole termostatiche la temperatura desiderata.

Per esempio:

l’utente che (per qualsiasi motivo) tiene per tutto l’inverno il riscaldamento spento pagherà solo la quota fissa (involontaria). 

Vi chiederete, a questo punto, quali sono i vantaggi offerti dalla contabilizzazione del calore.

Ripartizione consumo riscaldamento: i vantaggi della contabilizzazione

Negli ultimi anni sono tante le unità immobiliari ad aver deciso di distaccarsi dall’impianto centralizzato, a favore di un impianto autonomo. Rimangono però numerosi i vantaggi di un sistema centralizzato con contabilizzazione. Li elenchiamo qui di seguito:

  • l’impianto centralizzato è più sicuro dell’autonomo
  • la manutenzione di una sola caldaia è meno onerosa rispetto ad un intervento multiplo
  • l’accesso all’impianto centralizzato è consentito in qualsiasi orario, senza limitazioni
  • il consumo energetico è minore negli impianti centralizzati
  • e – ricordiamo – gli appartamenti distaccati dall’impianto centralizzato del condominio sono comunque tenuti a corrispondere la quota involontaria e a dimostrare che il distacco non genera squilibri all’impianto comune, con una perizia tecnica

Veniamo ora alle spese: di esercizio, ordinarie e straordinarie.

Ripartizione consumo riscaldamento: le varie spese

Per il calcolo delle spese di esercizio, non ci sono problemi nel caso in cui tutti i condomini siano dotati di valvole termostatiche. In questo caso sono i contabilizzatori di calore a definire l’importo che ciascuno deve corrispondere.

riconoscere contatore condominioAd oggi, ogni palazzo condominiale è obbligato a dotarsi di contabilizzatori per registrare i consumi delle singole unità immobiliari, ma è ancora possibile che qualche edificio non ne sia provvisto (la legge infatti prevede delle esenzioni). In tale ipotesi, le spese di esercizio (relative alla combustione e ai consumi), insieme a quelle di manutenzione ordinaria, vengono ripartite tra tutti i condomini serviti dall’impianto, in base all’effettivo uso che ciascuno ne fa.

Naturalmente i condomini distaccati dall’impianto di riscaldamento centralizzato non sono chiamati a partecipare alle spese di gestione ordinaria, dovendo questi contribuire solo alle spese straordinarie dell’impianto (dal momento che questo continua a essere – in un certo senso – ancora di sua proprietà, potendo sempre decidere di ritornare al sistema centralizzato). La divisione delle spese straordinarie avviene (nel caso di inclusione anche di utenti distaccati) per millesimi.

Per spese straordinarie si intendono tutte quelle legate alle attività di manutenzione straordinaria, che includono:

  • sostituzioni del bruciatore
  • interventi sulla caldaia
  • rifacimenti
  • e riparazioni onerose

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Info

Aggiornato il 10 Nov, 2021

redaction La redazione di Prontobolletta
Redactor

Alessandro S.

Redattore Energia

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