Riscaldamento centralizzato: le offerte per il condominio

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Sommario Se vivi in un condominio con il riscaldamento centralizzato, è bene sapere esattamente quali sono le regole. Ci sono diritti e doveri da conoscere, e norme da rispettare per il pagamento della propria quota. Nell’articolo scopri tutti questi aspetti.

La maggior parte dei condomini ha un impianto di riscaldamento centralizzato di condominio. Questo significa che l’edificio ha una caldaia unica per tutti gli appartamenti. Inoltre, il riscaldamento viene attivato solo in determinati orari della giornata, così da consentire una temperatura costante all’interno di tutte le abitazioni. Allo stesso modo, in un edificio condominiale, può essere gestito in maniera centralizzata anche il condizionamento dell’aria, utilizzato durante i mesi caldi.

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Questo tipo di impianto genera numerosi vantaggi perché ha un’efficienza energetica superiore rispetto all’impianto di riscaldamento autonomo. Però i condomini devono osservare alcune regole previste dalla legge per l’attivazione del riscaldamento.

Perciò in questo articolo parleremo di tutto ciò che è bene sapere quando si vive in un condominio con un impianto di riscaldamento in uso comune, i diritti e i doveri dei condomini, i limiti per il suo funzionamento, ma anche la divisione delle spese per l’utilizzo del riscaldamento.

Come funziona il riscaldamento centralizzato di condominio

Scopri come ripartire i consumi delle bollette condominiali tra i vari condomini.

I vantaggi

Come annunciato prima, in ambito condominiale il riscaldamento centralizzato possiede una caldaia unica per tutti i condomini. Le tubature, partono dalla caldaia e portano l’acqua all’interno di ogni appartamento. Il vantaggio è che la caldaia utilizzata nel sistema centralizzato ha un’efficienza energetica maggiore rispetto alla singola caldaia di dimensioni inferiori, collegata ad una sola casa. Questo comporta un risparmio di energia, in quanto verrà consumato meno gas metano.

Un altro aspetto positivo riguarda la potenza termica massima. Nell’impianto centralizzato la potenza della caldaia è minore rispetto alla somma delle potenze delle singole caldaie, che di solito hanno una potenza superiore a quella necessaria.

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Gli svantaggi

L’unico svantaggio risiede nel fatto che le spese per il consumo di gas andranno ripartite tra tutti i condomini. Ma possiamo dire che questo problema è stato quasi del tutto risolto grazie alle valvole termostatiche.

Queste, vengono applicate su ogni calorifero, così è possibile ottenere 2 benefici:

  1. possibilità di regolare il calore all’interno di una stanza
  2. rilevamento dei consumi individuali di ogni condomino e quindi possibilità di dividere la spesa del gas in modo equo, sulla base dei consumi realmente effettuati.

Le valvole di contabilizzazione sono obbligatorie per ogni impianto centralizzato da giugno 2017, in seguito al l’approvazione del Decreto Legislativo 102/2014.

Quando si può accendere il riscaldamento centralizzato del condominio?

Riscaldamento centralizzato: gli orari di accensione

Esistono dei limiti riguardo l’accensione del riscaldamento, volti a contenere il consumo energetico, evitando così sprechi inutili. Tali limiti sono stati definiti dalla legge n°10 del 1991 e stabiliscono gli orari in cui è possibile accendere un riscaldamento centralizzato.

Le esigenze di riscaldamento, come è facile intuire, sono diverse da regione a regione. Infatti, per la sua forma e conformazione fisica l’Italia presenta diversi ambienti e diversi climi. Per questo motivo, la legge ha suddiviso il nostro territorio in 6 zone climatiche e a ciascuno è stata assegnata una lettera (dalla A alla F). Tenendo conto della temperatura e delle necessità delle varie aree, per ogni zona vengono definiti:

  1. i mesi di accensione del riscaldamento
  2. le ore massime di utilizzo del riscaldamento al giorno.

Al di fuori del periodo e degli orari stabiliti, non è possibile attivare il riscaldamento centralizzato se non in casi eccezionali, dove la situazione climatica è più rigida rispetto alla norma. Saranno i singoli comuni, con delle speciali deroghe, a consentire ai cittadini di utilizzare il riscaldamento anche durante i giorni non previsti.

Quali sono i costi per un riscaldamento centralizzato di condominio

Nel caso di un impianto centralizzato, ogni condomino deve sostenere le spese per la manutenzione dell’impianto stesso e della caldaia e le spese relative ai consumi di gas attraverso la ripartizione. I costi annuali di manutenzione sono relativamente bassi, di solito non superano i 2.000 euro, ma variano a seconda della tipologia e dimensione dell’impianto.

I fattori del costo

Per quanto riguarda il costo dei consumi di gas che compare sulla bolletta, dipende da una serie di fattori:

  1. ore di accensione dell’impianto;
  2. zona climatica;
  3. efficienza energetica dell’edificio;
  4. numero di appartamenti;
  5. l’offerta gas sottoscritta.

L’offerta gas per il condominio di eni ed enel influisce molto sul totale della bolletta. Infatti, questa va a determinare la voce “spesa per la materia prima gas” che pesa circa il 40% del costo totale. Perciò diventa fondamentale scegliere la tariffa più conveniente e adeguata alle esigenze dei condomini. Nel mercato libero sono presenti tanti validi fornitori con cui sottoscrivere l’offerta gas ad hoc per ogni condominio. Un esempio? Eon, Acea, Enel e tanti altri.

Impianto riscaldamento centralizzato o autonomo?

Forse non sai, ma è possibile distaccarsi dall’impianto centralizzato e installare un impianto autonomo, quindi la caldaia sarà collegata solo alla tua unità abitativa. Tuttavia, tale operazione è possibile solo con il consenso di tutti i condomini. Quando vi è l’accordo, serve comunque non danneggiare gli altri condomini e non provocare danni al funzionamento dell’impianto centralizzato. Inoltre, la legge vieta l’installazione di un impianto autonomo nei condomini di recente costruzione con più di 4 appartamenti.

Per tutte queste ragioni, è sempre più vantaggioso avere un sistema centralizzato per il proprio riscaldamento, perché oltre a consumare meno, anche le spese per la manutenzione, ripartite tra tutti i condomini, risultano essere meno consistenti rispetto a quelle previste per un impianto autonomo.

Da non dimenticare che l’iva agevolata per le offerte dei condomini non è beneficiabile se si possiede un impianto autonomo. Si tratta  di iva con aliquota del 10%, invece che del 22%, per tutti i condomini con impianto a riscaldamento centralizzato ad uso residenziale. Restano esclusi da questo vantaggio i condomini titolari di partita IVA e quelli ad uso parzialmente residenziale, per esempio condomini con negozi.

Inoltre ti può essere utile questa guida su come riconoscere il contatore.

Come ripartire la spesa dell’acqua condominiale.

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Redactor

Scritto da paoloa

Aggiornato su 11 Giu, 2021

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