Accensione riscaldamento: quando e come funziona

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Sommario: Accensione riscaldamento come e quando avviare gli impianti autonomi e centralizzati nelle varie aree climatiche del paese. Scopri di più con il nostro articolo

Con l’arrivo delle stagioni più rigide la prima cosa di cui si parla è l’accensione riscaldamento.

A tal proposito, gli elementi da tenere in considerazione sono molteplici e, fra questi, occorre tenere ben presente che esiste una notevole differenza fra gli impianti autonomi e quelli centralizzati.

Infatti, questa differenziazione è essenziale in quanto ogni sistema di riscaldamento è disciplinato da specifiche e adeguate normative.

Inoltre, gli ordinamenti relativi all’accensione riscaldamento cambiano da regione a regione.

In particolare, per ogni regione d’Italia la legge ha stabilito determinate date di avviamento del riscaldamento nelle varie abitazioni e uffici.

Non solo, le normative regionali predispongono anche la durata, fissata in ore giornaliere, di funzionalità degli impianti di riscaldamento.

Dunque, in questo articolo approfondiremo insieme quando è possibile avviare il riscaldamento nelle nostre case e aziende e come funzionano gli impianti.

Accensione riscaldamento

La questione dell’accensione riscaldamento nelle nostre case è divenuta particolarmente importante nel corso degli ultimi anni soprattutto perché il consumo di gas ed energia necessario al riscaldamento dei locali comporta inevitabilmente l’immissione di agenti inquinanti nell’aria.

È il caso soprattutto delle classiche centrali di produzione elettrica del nostro paese. Anche per questo già da molti anni i consumatori italiani vengono incoraggiati a optare per le forme di energia rinnovabile nelle loro forniture.

Infatti, ogni centrale elettrica dovrà essere censita e registrata all’interno della banca dati di un sistema, grazie al quale sapremo con esattezza e precisione quante e quali centrali di produzione energetica rinnovabili abbiamo nel nostro paese e tutte le informazioni al riguardo.

Così, saremo in grado di scegliere l’energia e il gas per l’accensione del nostro riscaldamento con maggiore libertà e consapevolezza, nel rispetto dell’ambiente.

Accensione riscaldamento – come e quando avviarlo

Come detto, quando arriva il momento di riscaldare i nostri locali occorre sottolineare la differenza tra i sistemi di riscaldamento autonomi e quelli centralizzati.

Riscaldamento autonomo

A tal riguardo, gli impianti di riscaldamento autonomo sono meccanismi indipendenti dagli altri gruppi abitativi e condominiali per i quali esistono delle speciali offerte luce e gas.

Inoltre, in questo periodo è possibile avere anche l’Iva agevolata su molte di queste tariffe.

  • Dunque, se i sistemi di riscaldamento autonomi non dipendono dagli altri impianti condominiali, occorre dire che la loro installazione, manutenzione e amministrazione gravano interamente sul proprietario dell’abitazione in cui l’impianto è sistemato.


Inoltre, anche questo tipo di riscaldamento non si esime da specifiche normative.

In particolare, le leggi adibite alla regolazione dell’uso degli impianti di riscaldamento autonomi sono:

  • Il P.R. n. 412 del 1993 “Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia”
  • Il successivo P.R. n. 551 del 1999 che ha modificato il precedente ordinamento.

Funzioni e accensione riscaldamento autonomo

Nonostante la presenza dell’aspetto negativo per il quale ogni impianto di riscaldamento autonomo è a totale carico del suo proprietario, bisogna sottolineare che questo tipo di sistema può essere gestito in piena autonomia da parte del titolare dell’immobile.

Infatti, ogni individuo all’interno dell’abitazione in cui è posto l’impianto può tranquillamente regolare il meccanismo di riscaldamento in base alle proprie esigenze.

Inoltre, questa tipologia di sistema di riscaldamento può essere: impostato, acceso o spento sulla temperatura desiderata.

In più, un altro aspetto positivo è dato dal fatto che grazie a questo sistema ogni utente può regolare ogni termosifone in base alla temperatura auspicata per ogni locale.

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Tipologia impianti autonomi

Oltre il tradizionale riscaldamento autonomo mediante termosifoni, esistono anche altre tipologie di impianti tra cui:

  • Il riscaldamento a pavimento: è un tipo di riscaldamento molto efficace e diffuso nelle abitazioni di recente costruzione. Questo meccanismo funziona mediante l’irradiazione di acqua calda al di sotto della pavimentazione di casa o dell’ufficio. Un punto debole di questo sistema è che occorre molto tempo per raggiungere la temperatura ottimale.
  • Il riscaldamento a parete o a battiscopa: analogamente alla precedente categoria, questo impianto conduce calore all’interno delle strutture mediante il rivestimento delle pareti con pannelli o serpentine radianti adibite a sprigionare calore. Allo stesso modo, il calore viene irradiato grazie a una fessura posizionata all’altezza del battiscopa.
  • Il riscaldamento a soffitto: come per il riscaldamento a parete, anche in questo caso, il calore è condotto all’interno dei locali mediante un sistema radiante adeguatamente posto all’interno del ribassamento del soffitto.
  • I pannelli solari termici: nel caso dei moduli solari occorre dire che l’energia naturale accumulata da questi dispositivi riesce a fornire acqua calda sanitaria all’interno delle abitazioni. Ciononostante, questo meccanismo si rivela insufficiente a riscaldare tutti i locali delle strutture durante le stagioni più rigide.

Norme per il corretto uso di un impianto di riscaldamento autonomo

Come sopra accennato, anche nel caso di utilizzo di un impianto di riscaldamento autonomo nelle varie strutture, la legge impone determinate regole e limitazioni tecniche.

In effetti, ogni dispositivo di questo genere deve necessariamente essere a norma di legge e, pertanto, dotato di apposita certificazione.

Inoltre, ogni impianto è obbligatoriamente soggetto a un regolare processo di manutenzione svolto da un’azienda specializzata nel settore.

Invece, per quanto riguarda la regolazione della temperatura, l’ordinamento in materia prevede che il riscaldamento interno non superi i 20° C. Ad ogni modo, è possibile impostare il clima ad un massimo di 22°C.

Infine, per quanto concerne i tempi di accensione di un impianto di riscaldamento autonomo, non sono previste limitazioni per le quali ogni utente può accendere in ogni momento il proprio dispositivo, prestando, tuttavia, attenzione all’eccessivo consumo di energia per l’ambiente come indicato nel D.P.R. 412/1993.

Riscaldamento centralizzato

Infatti, il medesimo provvedimento nazionale, adeguatamente aggiornato dal D.P.R. 551/1999, al fine di ridurre sufficientemente i consumi di energia ha stabilito determinate date per l’accensione e lo spegnimento dei sistemi di riscaldamento centralizzati.

  • Inoltre, lo stesso Decreto ha fissato, in base alle diverse aree climatiche, anche il numero di ore giornaliere previste per il riscaldamento dei locali, mentre per il massimo dei gradi vale la medesima cosa del riscaldamento autonomo.


In questo modo, tutti i comuni nazionali sono stati ripartiti e classificati, sin dal 1993, in sei diverse zone climatiche, stabilite in relazione alla temperatura caratterizzante ognuna di esse.

Queste fasce climatiche sono state catalogate grazie all’ausilio delle lettere alfabetiche per le quali ogni regione appartiene a una determinata lettera.

Pertanto, su base alfabetica, in Italia sono presenti:

  • La zona A
  • La zona B
  • La zona C
  • La zona D
  • La zona E
  • La zona F.


Insomma, al fine di procedere alla corretta accensione del proprio riscaldamento è opportuno conoscere la propria area di residenza.

In questa maniera, è possibile rimanere sempre aggiornati riguardo le specifiche regole e limitazioni previste in relazione alla data di avvio e all’impostazione dei gradi all’interno dei nostri ambienti.

Per quanto riguarda l’orario di accensione, occorre dire che questo viene fissato in base alle decisioni prese da ogni condominio.

A tale proposito, esistono diverse offerte luce e gas condominiali per quanto concerne il riscaldamento centralizzato ma anche in relazione al consumo di acqua.

Insomma, per stabilire un adeguato orario di riscaldamento condominiale è necessario fare innanzitutto riferimento al regolamento del condominio e poi decidere in sede di assemblea insieme al consulto dell’amministratore condominiale.

Il tutto deve essere svolto tenendo ben in considerazione le indicazioni legislative relative alle fasce climatiche, alle date e agli orari di riferimento.

Accensione riscaldamento quando e quali sono le zone climatiche

Dunque, per procedere al corretto avvio del nostro impianto di riscaldamento occorre consultare l’organizzazione delle diverse zone climatiche.

A questo proposito, occorre dire che le aree climatiche raggruppano:

  • Zona A: Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle (AG).
  • Zona B: Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani.
  • Zona C: Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto.
  • Zona D: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Vibo Valentia e Viterbo.
  • Zona E: Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Bologna, Bolzano, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona e Vicenza.
  • Zona F: Belluno, Cuneo e Trento.


A questo punto, facendo un riepilogo delle diverse zone anche in relazione alle varie date di accensione e di spegnimento dei dispositivi nonché alle fasce orarie, è possibile riassumere tutto in questo modo:

ZONA DATA AVVIO DATA SPEGNIMENTO ORE GIORNALIERE
A 1° dicembre 15 marzo 6 ore al giorno
B 1° dicembre 31 marzo 8 ore al giorno
C 15 novembre 31 marzo 10 ore al giorno
D 1° novembre 15 aprile 12 ore al giorno
E 15 ottobre 15 aprile 14 ore al giorno
F Non vi sono limitazioni

 

Infine, per avere ulteriori chiarimenti riguardo le varie zone di appartenenza o su quanti sono i gradi che dovrebbero essere presenti nella diverse abitazioni o uffici, è possibile consultare l’elenco qui riportato.

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Aggiornato il 14 Set, 2021

redaction La redazione di Prontobolletta
Redactor

Federica

Redattrice

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