Contestare bolletta luce e gas: ecco come

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Sommario Hai ricevuto una bolletta con un importo nettamente superiore a quanto pensi di aver consumato? Puoi contestarla inviando una lettera di reclamo. Leggi i nostri consigli e scopri come fare.

È uno di quegli spiacevoli interventi a cui si spera di non dover mai ricorrere, ma molti utenti di luce e gas si ritrovano ogni anno nella situazione di dover contestare la propria bolletta nei confronti del fornitore.

  • Con il processo di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas che si avvia ormai verso la sua fase conclusiva sono molte le compagnie fornitrici che si propongono sul mercato.
Di conseguenza, si è assistito ad un moltiplicarsi di errori, sviste e conteggi inesatti.

In più, non sempre le nuove compagnie dispongono di efficienti servizi alla clientela in grado di indagare e risolvere tempestivamente il problema.

Proprio per questo motivo è importante essere molto bene informati su quali sono le procedure per contestare la bolletta, i tempi entro cui il fornitore ha diritto di rispondere e in che modo un cliente deve impostare correttamente un reclamo formale per essere tenuto ad una replica dal fornitore.

In questo articolo vedremo nel dettaglio tutti i passaggi della procedura di contestazione da parte del fornitore.

Motivi della contestazione di una bolletta

I motivi della contestazione di una bolletta possono essere molteplici.

  1. Nella grande maggioranza dei casi il reclamo nasce da un importo ricevuto in bolletta troppo elevato e non rispondente agli effettivi consumi che sono stati effettuati per l’utenza (o almeno così ritiene il cliente).
  2. Un’altra possibilità molto comune è quella in cui le voci della bolletta sono troppo vaghe, poco esplicative e necessitano di un’ulteriore precisazione da parte del fornitore.
  3. Oppure vi sono anche casi in cui la compagnia addebita servizi aggiuntivi senza che siano stati esplicitamente richiesti dall’utente.

Tutte queste casistiche possono condurre ad un formale reclamo, effettuato dall’utente al gestore, in cui viene evidenziata la natura del problema e viene generalmente formulata una richiesta da parte del cliente che demanda una specifica azione. Nel caso dell’importo della bolletta troppo alto, verrà richiesto un ri-conteggio dei consumi della fornitura e una rettifica degli importi ricevuti.

Va da sé che la possibilità di contestare la bolletta luce e gas ricevuta è un importante strumento a garanzia del consumatore che i fornitori sono tenuti per legge a conoscere e onorare aprendo, di fatto, una discussione su un possibile problema con i propri clienti.

Contestare bolletta: la lettera di reclamo

La prima cosa da fare quando si intende contestare la bolletta è inviare una lettera di reclamo al fornitore. La lettera dovrà obbligatoriamente essere inviata a mezzo posta raccomandata, in formato cartaceo o elettronico (con Posta Elettronica Certificata). Non saranno considerati validi gli esposti ricevuti attraverso posta normale o con semplice email.
  • La lettera dovrà specificare in maniera chiara, pertinente ed esaustiva il motivo del reclamo e l’inconveniente per il quale il consumatore richiede un intervento da parte del fornitore di energia elettrica o di gas.
  • Nel caso si abbia ricevuto una bolletta con un importo che si ritiene eccessivo, il consiglio è quello di sospendere il pagamento dell’intero importo addebitato.

Invece, si può pagare solo la parte che riteniamo effettivamente dovuta della bolletta e attendere il ri-conteggio della parte restante quando il fornitore avrà ricalcolato i valori correttamente.

Se ha già pagato per intero l’importo della bolletta, il consumatore può richiedere il rimborso della somma non dovuta entro 5 anni a partire dalla data di emissione della fattura. 5 anni è il tempo di prescrizione per questo tipo di reclami.

Infine, nel caso in cui la compagnia fornitrice abbia inviato un sollecito riferito a una bolletta effettivamente già pagata dall’utente, la lettera di reclamo dovrà altresì includere anche una ricevuta che attesti l’effettivo pagamento della bolletta da parte del cliente.

Lettera di reclamo: dati della fornitura

La lettera di reclamo dovrà contenere tutti i dati della fornitura e del suo intestatario in modo che sia ben chiaro per quale cliente si sta chiedendo il rimborso. Tra questi, è molto importante specificare:

  • I dati dell’intestatario della fornitura. Il suo nome, cognome, codice fiscale.
  • Il suo codice cliente attribuitogli dal fornitore.
  • L’indirizzo della fornitura per la quale si è ricevuta una bolletta eccessivamente alta.
  • Il codice del contatore riferito alla fornitura in questione. Si tratta di un codice di 15 cifre numeriche che identifica il contatore univocamente rispetto a tutti gli altri contatori italiani.
    • Per l’energia elettrica si chiama codice POD (point of delivery)
    • Per il gas servirà il codice PDR (acronimo di punto di riconsegna)

Entrambi i codici sono sempre indicati nelle rispettive bollette luce e gas.

  • I dati della bolletta contestata. Nello specifico, il numero della fattura emessa e la sua data di emissione.
    Inoltre, è meglio includere anche una fotocopia della bolletta stessa, così sarà più facile reperirla per chi si occuperà della nostra pratica.

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Una volta che la lettera di reclamo è stata inviata sotto forma di raccomandata, il fornitore ha 40 giorni di tempo per rivedere i propri calcoli e fornire una risposta al proprio cliente.

Nel caso in cui vi sia un effettivo errore nei conteggi, il gestore deve rielaborare la bolletta correttamente e rimborsare il cliente della somma erroneamente pagata entro 90 giorni.

Invece, se non vi sarà alcuna risposta da parte della compagnia, oppure non si è ancora soddisfatti della risposta ricevuta, è possibile rivolgersi ad alcune autorità competenti per la procedura di conciliazione.

Per ulteriori informazioni ed esempi puoi leggere il nostro articolo sulla lettera di reclamo.

Contestare bolletta: la procedura di conciliazione

Per la procedura di conciliazione il consumatore dovrà aprire una pratica, opponendosi al proprio fornitore, attraverso una delle autorità competenti. In particolare, è possibile rivolgersi a:

  1. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti (ARERA). Si tratta di un’organizzazione statale tra le cui funzioni vi è anche quella di informare, tutelare e garantire supporto ai consumatori italiani nella gestione delle proprie forniture di energia elettrica e gas.
  2. Tutte le Camere di commercio convenzionate per questo tipo di operazioni.
  3. Qualsiasi mediatore che sia autorizzato a esercitare tale funzione nei confronti dei gestori di luce e gas.

Nel caso in cui non si riceva alcuna risposta soddisfacente da parte del fornitore, il cliente ha diritto di avvalersi della conciliazione entro un anno a partire dalla data della lettera di reclamo.

  • La procedura è un passaggio obbligatorio nell’iter della contestazione.

Infatti, il consumatore non può intentare causa alla compagnia fornitrice se prima la conciliazione non è stata proposta.

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Dal punto di vista pratico, il mediatore scelto dal cliente dovrà organizzare un primo incontro con il responsabile della compagnia fornitrice entro un tempo che va dai 10 ai 30 giorni della richiesta da parte del cliente. Le parti cercheranno di addivenire a una risoluzione consensuale della contestazione, cercando di evitare l’intervento del giudice di pace. Se necessario possono essere richiesti ulteriori incontri oltre a quello iniziale.

Contestare bolletta: causa al fornitore

Se, anche con l’ausilio dei mediatori, le risposte ricevute dalla compagnia fornitrice non saranno ritenute soddisfacenti, allora il consumatore ha diritto e possibilità di intentare causa al proprio fornitore.

A questo punto, la vertenza tra le parti finirà nelle mani del giudice di pace che dovrà necessariamente esprimere un parere in merito. Nel caso in cui verrà decretata la ragione del consumatore, che vincerà la causa, il fornitore è tenuto a rimediare al suo danno (nel nostro esempio, riemettendo la bolletta secondo l’importo ri-conteggiato e corretto). Al cliente spetterà di diritto anche un indennizzo a titolo di risarcimento delle spese sostenute per l’avvocato e altri danni subiti come, ad esempio, lo stress e l’inconveniente creato al cliente per tutta durata della contestazione. L’ammontare del risarcimento viene stabilito dal giudice una volta valutate le specifiche del caso.

Da quest'anno:

A partire da quest’anno, con l’abolizione del mercato di maggior tutela, le funzioni del giudice possono essere svolte (in accordo con le parti) direttamente dall’ARERA.

Inoltre, è importante sapere che contestare le proprie bollette è un diritto del consumatore. In nessun caso al cittadino possono essere sospese le forniture per una bolletta in corso di contestazione. Se tale situazione dovesse verificarsi il cittadino ha diritto di notificare all’ARERA o richiedere assistenza presso un’associazione dei consumatori. Per ulteriori informazioni su un eventuale indennizzo spettante al cliente puoi consultare il nostro articolo sul rimborso per l’interruzione di gas.

Contestare il fornitore per contratti errati o ritardi nell’attivazione

Nel caso ti venga addebitato il costo di un contratto di fornitura luce e gas, di cui non sei a conoscenza o che comunque non avevi scritturato, hai la possibilità di contestarlo. Scopri come contestare un contratto non richiesto della luce, e del gas, nelle nostre pagine correlate.

C’è un ultimo caso in cui è possibile contestare il fornitore. Si tratta del caso in cui, durante l’allaccio, la tua utenza, e quindi il tuo contatore, vengano attivati in ritardo. Scopri come richiedere il rimborso in caso si tratti di un contatore luce, o il rimborso per ritardo nell’allaccio del contatore del gas.

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Aggiornato su 20 Lug, 2021

redaction La redazione di Prontobolletta
Redactor

Paolo A.

Redattore Energia

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