Ciò che devi sapere sulla riattivazione del contatore cessato e gas piombato

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Sommario La riattivazione del contatore cessato viene effettuata in determinate situazioni, come quando il contatore gas è stato cessato per il mancato pagamento di una bolletta. In ogni caso, è però necessario capire se il contatore è stato chiuso regolarmente o sospeso per morosità. Continua a leggere per saperne di più.

La riattivazione contatore gas piombato è una operazione di sostituzione del contatore del gas, che andrà richiesta in determinate situazioni, ad esempio quando il contatore gas è stato cessato per il mancato pagamento di una bolletta.

In questa situazione è bene sapere cosa fare per riattivare le utenze nel minor tempo possibile e non farsi trovare impreparati.

Se il contatore gas viene cessato e l’utenza interrotta, il nuovo inquilino dovrà sapere esattamente chi contattare, ma per farlo dovrà prima capire se il contatore è stato chiuso regolarmente dal precedente inquilino o invece è stato sospeso per morosità.

A seconda delle situazioni bisognerà procedere in modo differente per ottenere la riattivazione contatore gas piombato.

Cosa fare per la riattivazione contatore gas piombato regolarmente

Nel caso in cui il precedente inquilino abbia correttamente piombato il suo contatore gas per interruzione di utilizzo, allora bisognerà intervenire con una procedura per la riattivazione, ovvero il subentro, che consentirà di riattivare il contatore in tempi certi.

Per la richiesta di subentro al fornitore non saranno necessari i dati del precedente intestatario e si potrà anche non sapere con quale fornitore avesse un contratto attivo. Ecco che cosa servirà per richiedere un subentro, e quindi una riattivazione del contatore gas: 

  1. Dati del futuro intestatario (codice fiscale, copia documento d’identità, recapito telefonico, indirizzo email)
  2. Indirizzo di residenza e recapito delle fatture
  3. Codice PDR o numero di matricola del contatore gas
  4. Formula di pagamento
  5. Documenti tecnici previsti dalla legge se si tratta di un impianto soggetto a delibera 40/2014

In questo caso si potrà procedere con la riattivazione del contatore gas contattando qualsiasi gestore presente nella zona.

Attenzione a non confondere il subentro con la voltura, la procedura di cambio intestatario delle utenze, che prevede che il contatore sia attivo. Nel caso di una voltura sarà assolutamente necessario avere a disposizione una bolletta del vecchio intestatario. Ma come comportarsi in caso di contatore gas piombato per morosità?

Come riattivare un contatore gas piombato per morosità

Come abbiamo visto il contatore gas può essere piombato, sia per disattivazione correttamente richiesta dal vecchio intestatario, sia per morosità, ovvero per bollette non pagate. Quando si parla di morosità, comunque, bisogna sapere che il contatore non viene effettivamente cessato ma solo sospeso. Nell’eventualità di un mancato pagamento per un certo periodo, l’utenza gas viene sospesa in modo temporaneo e il contatore gas viene piombato per interrompere l’erogazione di gas metano.

  • Se si verificasse questa spiacevole situazione, il cliente non potrà per nessun motivo cercare di manomettere il sigillo, in quanto, andrebbe incontro a gravi conseguenze, come una sanzione per reato penale.
  • Se a voler riattivare il contatore gas piombato per morosità fosse lo stesso soggetto responsabile della morosità, l’unico modo per riaprire l’utenza sarà saldare il debito.
  • Nel caso in cui, invece, a voler riattivare il contatore cessato per morosità fosse un nuovo inquilino, questi non sarà chiamato a saldare il debito contratto dall’ex inquilino. In questo caso bisognerà contattare la società fornitrice e richiedere la riattivazione tramite voltura. In determinate situazioni il fornitore potrebbe richiedere al cliente una dichiarazione di estraneità con il precedente intestatario.

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Come funzionano subentro e voltura

Come già accennato molti tendono a confondere il subentro, ovvero la riattivazione di un contatore cessato, con la voltura.

Se si parla di effettuare una voltura vuol dire che il contatore gas risulta attivo e quindi basterà contattare la società di fornitura e richiedere il cambio intestatario delle bollette. Il subentro, invece, presuppone il contatore chiuso e quindi richiederà tempi maggiori in quanto bisognerà riattivare il contatore precedentemente piombato. Ma quali sono i costi e le tempistiche di subentro e voltura?

Tempi e costi del subentro gas

Le tempistiche definite dall’Arera sono quindi diverse e vanno dai 4 o 5 giorni lavorativi per la voltura, fino ai 7 giorni lavorativi per il subentro luce e a 12 per il subentro gas. Se parliamo di costi invece, il subentro luce avrà un costo diverso a seconda che si parli di mercato libero o di mercato tutelato (tariffe Arera e scadenza nel 2022). Con il subentro della fornitura gas invece non esiste differenza tra mercato libero e regolato dal punto di vista dei costi. L’importo del subentro gas dipenderà quindi dalla tipologia di contatore installato dal cliente e sarà di: 

  • 30 euro (contatori di classe G6)
  • 45 euro (contatori classi superiori a G6)

La chiusura del contatore gas per problema tecnico

Abbiamo visto dettagliatamente come un contatore gas possa risultare chiuso in caso di disattivazione per morosità del vecchio inquilino, oppure per chiusura richiesta per trasloco.

Esiste però un terzo motivo che può giustificare la chiusura del contatore gas, ovvero l’esistenza di un problema tecnico.
  • L’erogazione gas potrebbe infatti essere interrotta, senza alcun preavviso, in caso venisse ravvisata l’esistenza di un problema tecnico sulla rete delle tubazioni o in caso di fuga di gas.
  • In questo caso l’utente non dovrà fare altro che attendere che i tecnici del distributore intervengano per risolvere il problema e ripristinare il servizio. Ma come comportarsi invece in caso della richiesta della prima attivazione contatore gas?

La prima attivazione del contatore gas

Se si vuole attivare per la prima volta un contatore gas bisognerà consegnare alla società di distribuzione alcuni documenti attestanti la corretta costruzione dell’impianto di casa.

Bisognerà in particolare inviare il modulo dell’allegato H e dell’allegato I con tutti i documenti richiesti.

Attenzione però perché qualora la documentazione non venisse presentata entro 90 giorni dalla richiesta, la domanda di prima attivazione del contatore gas verrà annullata. Qualora la documentazione consegnata dovesse risultate incompleta, il distributore comunicherà al cliente la mancanza e il termine di 10 giorni per riconsegnare i documenti.

Infine ricordiamo che per qualsiasi comunicazione inerente il contatore, come ad esempio guasti o malfunzionamenti, sarà il distributore locale a essere responsabile. Stessa cosa per quanto riguarda la sostituzione del contatore gas a cui il cliente non potrà opporsi in alcun modo.

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Redactor

Scritto da francescos

Aggiornato su 11 Giu, 2021

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