Qual è il costo di una stufa a pellet? Fa risparmiare sul riscaldamento?

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Essa, d’altronde, può essere catalogata come una soluzione potenziale per invertire l’incremento costante e continuo dei costi e risparmiare sul riscaldamento. Questi strumenti sono perfetti per alzare le temperature dentro casa nei giorni più gelidi e sono anche degli ottimi pezzi di arredamento. Con le loro fiamme a vista, poi, contribuiscono a rendere l’ambiente confortevole e rilassante, tipico delle baite montane. Ma non solo. Infatti, possono mandare avanti l’intero impianto di riscaldamento alimentando i termosifoni e i caloriferi di tutto l’immobile.

Per non parlare del fatto che rappresentano un’alternativa green alle più tipiche forniture energetiche. Questo tipo di caldaie funziona grazie al pellet, nient’altro che frammenti di legno, in genere scarti, semplicemente compressi. La combustione, dunque, non genera fumi tossici né la dispersione di materiali nocivi.

Tirando le somme, dunque, sembrerebbero rappresentare l’alternativa più adatta per il riscaldamento contemporaneo, ma non solo dal punto di vista generale. Sostanzioso è anche il risparmio che permette di ottenere nelle bollette di fine mese, consentendo di mantenere elevate le temperature all’interno dell’abitazione a prezzi ridotti. In questo articolo trovi tutte le informazioni più precise riguardo il costo delle stufe a pellet e in particolare:

  1. Qual è il costo in media d’acquisto di una stufa a pellet?
  2. Quanto costano a stagione i pellet?
  3. Conviene avere una stufa a pellet o riscaldamento?
  4. Bonus su IRPEF su stufa a pellet

Qual è il costo in media d’acquisto di una stufa a pellet?

Dunque, in sostanza quanto costa una stufa a pellet? Esattamente come altri elettrodomestici, ad esempio il ventilatore o il deumidificatore e purificatore d’aria, la stufa a pellet si occupa di rendere vivibili gli ambienti domestici quando le temperature esterne si fanno più estreme. Tuttavia, essa non viene particolarmente considerata come fonte di riscaldamento rispetto alle forniture di calore più convenzionali. Ingiustamente, non ottiene l’attenzione che merita. Infatti, è uno strumento molto utile non solo sul piano della comodità, ma anche del risparmio.

Innanzitutto, occorre sottolineare che è necessario effettuare un primo e significativo investimento.

 Sul mercato, i prezzi delle stufe a pellet normali si aggirano attorno ai 1.500/3.000 euro. Ovviamente, ne esistono modelli differenti, come quelli ad aria il cui costo varia invece dai 2.500 ai 4.000 euro. Accanto all’esborso per l’acquisto della macchina, bisogna farsi carico anche del costo d’installazione. Esso, in base alla natura del lavoro che l’installatore è chiamato a svolgere, varia dalle 150 alle 500 euro.

Tuttavia, l’investimento iniziale è giustificato dagli ottimi risultati che le stufe a pellet possono restituire. Infatti, nonostante si richieda all’acquirente un esborso consistente durante le prime fasi di acquisto e installazione della macchina, successivamente, il consumatore sarà in grado di risparmiare significativamente sul consumo del gas naturale, che è il combustibile più diffuso usato per alimentare i caloriferi domestici. Tra le principali alternative di stufe esistono:

  1. quelle ad aria, che la usano come fluido termovettore che – grazie a specifiche canalizzazioni – possono riscaldare più stanze fino ad arrivare ad un intero piccolo appartamento;
  2. quelle ad acqua che invece raggiungono tutta la casa in modo capillare, alimentando i calorifici dell’intero immobile anche per uso sanitario.


Tra i costi di cui tenere conto, poi, vi è la consueta pulizia annuale. Difatti, così come andrebbe effettuato per altri elettrodomestici come la lavatrice o il forno, sarebbe opportuno dedicare loro una pulitura completa annuale per evitare ostruzioni, malfunzionamenti e rotture. Nel caso di specie, la pulizia comprende la canna fumaria e le parti interne della stufa e può essere effettuata da un tecnico specializzato. Il suo costo si aggira tra gli 80 e i 100 euro.

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Quanto costano a stagione i pellet?

Ovviamente, tra i consumi da considerare nel costo stufa a pellet globale, si annovera il prezzo da corrispondere per rifornirsi della materia prima da bruciare. Il pellet si acquista a sacchi – generalmente da 15 kg l’uno – e mediante diversi formati, il più comune dei quali è rappresentato dal bancale. Il prezzo di tale combustibile varia significativamente in base alla qualità dello stesso, ma anche ai prezzi di trasporto e a quelli di gestione. In generale, i migliori pellet provengono dall’Austria e dalla Germania, ma anche l’Italia si attesta come produttore e fornitore accreditato.

Occorre specificare, poi, che maggiore è la quantità di materia che si ordina e più cresce il risparmio. Il consiglio, dunque, è quello di accordarsi con altri consumatori, ordinarne quantità ingenti e dividere poi prezzo e costo di spedizione. Grazie a questa tipologia di riscaldamento, è possibile non dover più riflettere sui costi degli elettrodomestici tanto è considerevole il risparmio che permette.

In passato, il prezzo attorno a cui si aggirava un sacco di materiale da 15 kg oscillava tra i 4.50 e i 5.50 euro. Nell’anno corrente, il costo del pellet è aumentato. Se da un lato si è ridimensionato l’utilizzo di strumenti come l’asciugatrice o quello della lavastoviglie, ritenuti strumenti secondari a causa del costo dell’energia, dall’altro è impensabile che si rinunci al riscaldamento durante l’inverno. Ad oggi è possibile trovare un sacco di pellet ad un prezzo variabile tra i 9 e i 19 euro.

Tuttavia, nonostante gli aumenti, utilizzare una stufa a pellet o a legna costituisce ancora una scelta conveniente per il consumatore rispetto al gas naturale, il cui costo arriva a toccare picchi incredibili. Il totale – in termini economici – che il consumatore sopporta, però, dipende anche da altri fattori come:

  • la quantità di ore in cui la stufa resta accesa;
  • il tipo di macchina di cui dispone;
  • la potenza in kW termici;
  • la vastità dell’immobile da riscaldare;
  • il freddo esterno;
  • la coibentazione dell’immobile che non consente la dispersione del calore;
  • la qualità del pellet.


Così come nel caso degli altri strumenti energetici, il consiglio resta valutare le variabili che influiscono sulla circostanza specifica e attuare quei comportamenti consapevoli che permettono di risparmiare, come dotarsi di timer o evitare gli oggetti in standby.

Conviene avere una stufa a pellet o riscaldamento?

Nonostante i rincari che si sono verificati negli ultimi anni, il costo stufe a pellet rimane molto più vantaggioso rispetto alle modalità tradizionali di riscaldamento. Difatti, al giorno d’oggi si sono moltiplicate le alternative ai classici elettrodomestici, come con il piano a induzione, che consentono di essere non solo più sostenibili ma anche di consumare e sprecare meno.

Dunque, è possibile far notare che il pellet occupa ancora la posizione di combustibile più conveniente con un risparmio quasi del 30% sui costi finali dell’energia rispetto al gas naturale. Ecco la classifica dei combustibili dal più economico a quello per cui si spende di più:

  • GPL;
  • Biomasse: tra cui legna, pellet o cippato;
  • Metano;
  • Gas naturale.

Ovviamente, il riscaldamento che prevede un combustibile rinnovabile, poco inquinante e naturale si attesta come migliore rispetto all’uso del gas. In questo senso, è possibile determinare che il riscaldamento mediante stufa a pellet convenga in termini economici rispetto al riscaldamento convenzionale, in special modo durante i periodi bui – come in questo momento – attraversati dalle componenti energetiche tradizionali.

Bonus su IRPEF su stufa a pellet

Sia durante le fasi di acquisto che durante quelle d’installazione di una stufa a pellet, gli acquirenti possono beneficiare di agevolazioni significative. Così come è possibile godere di bonus o finanziamenti a tasso zero per altri grandi elettrodomestici come il congelatore, l’acquisto e il montaggio di questo genere di caldaie prevedono dei contributi significativi conosciuti come Bonus IRPEF. Difatti, esistono delle misure a sostegno degli interventi di riqualificazione energetica degli immobili che accompagnano coloro i quali decidono di abbandonare il riscaldamento tradizionale più dispendioso e inquinante per affidarsi alle innovative stufe a pellet.

Queste detrazioni dall’imposta lorda IRPEF sono pari a una percentuale che viene restituita al compratore su quanto speso, in genere pari al 50-55% del totale. Il massimale coperto da queste detrazioni si aggira attorno ai 30.000 euro, dunque, anche l’intera installazione dell’impianto a pellet può essere facilmente detratta con il risultato dell’ottenimento di un rimborso pari alla metà di quanto corrisposto per l’installazione della stufa.

In alternativa, si può optare di usufruire delle detrazioni IRPEF per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie. In questo senso, spalmando il costo dell’impianto per un tempo pari a 10 anni, si ottiene la restituzione della percentuale sul totale esborsato, ma parcellizzata per il suddetto arco di tempo. Va da sé che, per beneficiare dell’agevolazione fiscale, è necessario presentare fatture e ricevute ottenute nel momento della sua installazione, nonché l’attestazione dei requisiti energetici e dell’avvenuta e reale riqualificazione dell’ambiente casalingo.

Per ottenere altre informazioni sull’importanza delle riqualificazioni energetiche del proprio immobile, e per tutte le agevolazioni che esse comportano, ti invitiamo a visitare questa pagina.

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Aggiornato su 31 Mag, 2024

redaction La redazione di Prontobolletta
Redactor

Giada Ravalli