Qual è il costo per Smc per le offerte gas aziendali?

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Sommario Tutto quello che ti serve sapere sul costo SMC per aziende. SMC è l’acronimo di standard metro cubo, una misura utilizzata per calcolare il consumo di gas. Chiamaci per attivare le offerte

Il costo per smc per aziende per offerte gas aziendali permette alle aziende di risparmiare cifre interessanti a fine mese in bolletta, il che in un contesto di crisi economica può fare la differenza.

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Il gas metano rappresenta una risorsa davvero importante per le imprese e i costi possono pesare in modo significativo, ecco perché è sempre importante scegliere le migliori offerte luce e gas business. Chiaramente il possibile risparmio derivante dall’attivazione di un’offerta smc per aziende, piuttosto che un’altra, dipenderà anche delle specifiche esigenze di ciascuna azienda.

Anche le aziende che già dispongono di un contratto attivo di fornitura luce e gas, potranno cambiare fornitore in qualsiasi momento ricercando il massimo del risparmio, senza per questo dover pagare penali.

Il costo per smc aziende per offerte gas aziendali del libero mercato sono diverse da quelle del mercato tutelato, in quanto, sono più vantaggiose per via della libera concorrenza tra fornitori. Si tenga poi conto che nel gennaio del 2022 il mercato tutelato non esisterà più e quindi bisognerà per forza sottoscrivere un contratto energetico con un fornitore del libero mercato.

Come leggere una bolletta gas e luce per valutare i consumi

  • Per capire come massimizzare il risparmio con una offerta luce e gas per smc aziende, bisogna cominciare dal saper valutare in modo corretto i consumi, e quindi dal saper leggere la bolletta. Per le aziende la valutazione dei consumi è particolarmente importante, in quanto, servirà a scegliere l’offerta migliore determinando risparmi anche ingenti.

In particolare la bolletta è composta da tre parti distinte che sono sintesi, dettaglio e comunicazioni. Le prime due pagine della bolletta sono dedicate ai consumi e nella prima pagina si trovano anche i dati del cliente, e quindi il numero cliente, la partita Iva dell’azienda e i dati di fornitura. Nell’ottica di saper leggere la bolletta bisogna tener presente che ogni fornitura viene identificata con il codice Pdr e tra i dati relativi al cliente si troverà anche il numero di matricola del contatore dell’azienda. Ci sono poi anche delle componenti in bolletta molto importanti di cui tener conto, come ad esempio il coefficiente “P” e “C”:

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Cosa sono il “coefficiente P” e il “coefficiente C” in bolletta

  1. Quando si parla di coefficiente P si fa riferimento al potere calorifico superiore, ovvero alla quantità di energia contenuta in un metro cubo di gas.
  2. Il coefficiente C, invece, è quello che consente di convertire i consumi espressi in mc (metro cubo) in smc (standard metro cubo). Si tratta di un parametro molto importante, in quanto, la stessa quantità in metri cubi di gas può variare sulla base della pressione e della temperatura di consegna.
  3. Mediante la conversione in smc che viene eseguita con il coefficiente C, tutti i clienti riescono a pagare un importo in modo equo eliminando le ingiustizie. Moltiplicando il coefficiente C per il consumo rilevato dal contatore gas, ad esempio, si potrà sapere con estrema precisione l’esatta quantità di gas consumata, e sarà questa poi a essere fatturata in bolletta. Nella parte centrale della bolletta si trova anche un utile riquadro dove visionare il totale da pagare. Ovvero il costo smc per aziende. Oltre al totale qui si trovano anche la data di scadenza per il pagamento e il periodo di consumo di riferimento.

La seconda pagina della bolletta aziendale

Le aziende che vogliono saperne di più sui consumi e sugli importi da pagare, dovranno semplicemente guardare la seconda pagina delle bollette gas. Nella seconda pagina, infatti, sono racchiuse una serie di informazioni relative a oneri e tasse, si parla ad esempio di quota fissa di distribuzione, di quota variabile di vendita, quota di trasporto e stoccaggio.

Per quanto riguarda le tasse, invece, ecco quali sono le principali:

  • Accise: Iva al 10% per i consumi fino a 480 metri cubi e al 21% per i consumi maggiori
  • Addizionale regionale: tassa che cambia da regione a regione sulla base del luogo di residenza e della zona climatica.
  • Eventuali quote aggiuntive richieste dal Comune di residenza

Inoltre se si parla del costo del gas, impattano sul costo finale anche gli oneri e le accise, anche per questo il consiglio è scegliere un fornitore gas metano business più vantaggioso così da risparmiare.

Le zone tariffarie del gas

Come già anticipato le regioni italiane sono state raggruppate in sei zone tariffarie diverse:

  • Nord orientale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria)
  • Nord Occidentale (Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli, Emilia Romagna)
  • Centrale: (Toscana, Umbria, Marche)
  • Centro sud orientale: (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata)
  • Centro sud occidentale: (Lazio, Campania)
  • Meridionale: (Calabria, Sicilia)

In queste sei diverse zone tariffarie, a cambiare sono gli oneri che si pagano in bolletta relativi al trasporto e alla distribuzione di gas naturale. Non solo, anche le tasse, ovvero le accise e le addizionali regionali, cambiano sulla base della zona geografica di riferimento. Ogni regione decide in piena autonomia le addizionali regionali anche se le regioni a statuto speciale ne sono esenti. La Lombardia finora ha preso la decisione di abolirle.

Cos’è lo Standard metro cubo (costo smc)

Quello che viene chiamato coefficiente di conversione è un valore variabile che viene utilizzato per calcolare il consumo del gas in modo standard e coerente per ogni tipologia di utente.

Mediante il coefficiente di conversione si passa dal calcolo a metro cubo al calcolo dello standard metro cubo (smc). Nella bolletta gas business quindi si avrà il quantitativo di metri cubi di gas consumati e anche il coefficiente di conversione stabilito sulla base della zona di riferimento dove viene somministrata la fornitura. Moltiplicando i metri cubi per il coefficiente si otterrà il dato Smc, un parametro che potrà essere moltiplicato per il costo della materia prima per ottenere il valore totale del costo in bolletta. Da cui si ottiene il costo del gas smc per le aziende.

Il costo del gas smc per aziende in base ai consumi

Oltre alla suddivisione in zone climatiche esistono altre modalità per differenziale i costi del metano. Si possono infatti prendere in considerazione per il calcolo dei prezzi anche gli scaglioni di consumo. Cosa vuol dire? Semplice, che sulla base dei consumi annui di ogni cliente vengono definiti differenti raggruppamenti di consumi. Ad esempio il primo gruppo comprende i clienti che non superano i 120 Smc all’anno, il secondo consumi che vanno da 121 a 480 Smc e l’ultimo da 80.000 a 200.000 Smc l’anno. Da cui si ricava il costo smc per le aziende.

Alcuni esempi di offerte gas aziendali

Ci sono moltissimi fornitori energetici del libero mercato (il mercato tutelato con le tariffe dell’Arera cesserà nel gennaio 2022) che propongono delle offerte specifiche per le aziende e per i liberi professionisti con Partita Iva. Bisogna anche sapere che in caso di cambio fornitore non ci sarà da sostenere alcun costo di attivazione o un deposito cauzionale.

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Le tariffe business gas migliori prevedono tariffe invariate per almeno 12 mesi dalla sottoscrizione dell’offerta e senza alcun vincolo contrattuale. Si avrà il pagamento con domiciliazione su conto corrente e si potrà sfruttare il servizio della bolletta digitale. Alcuni fornitori propongono il prezzo bloccato anche per 15 mesi e offrono uno sconto del 100% sulla spesa materia gas per il primo mese. Chiaramente l’importo delle spese energetiche di un’azienda dipende anche dalla tipologia di contratto che viene attivata. Si possono utilizzare anche dei comparatori di tariffe per selezionare tutte le offerte gas per aziende più vantaggiose e risparmiare tempo prezioso.

Si dovrà anche tener conto che i prezzi del gas metano a metro cubo variano a seconda del fornitore che si prende in considerazione. Nel mercato libero ad esempio si trovano interessanti proposte di offerte a prezzo bloccato. Ogni utente business potrò scegliere tra diversi profili tariffari di conseguenza il consiglio è quello di prendersi il tempo necessario così da massimizzare il risparmio e scegliere un’offerta in linea con le proprie specifiche esigenze.

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Cosa cambia con la fine del mercato tutelato

Si tenga presente che con la liberalizzazione del settore energetico i clienti possono scegliere da soli il proprio fornitore del mercato libero. Tutti i fornitori possono decidere liberamente il prezzo a cui vendere il gas stabilito nel contratto. Nel mercato libero sono presenti anche tutti quei clienti non domestici che hanno volumi di consumo molto alti e prezzi più bassi rispetto alle utenze domestiche. Con la fine della maggior tutela che avverrà nel gennaio del 2022 tutti i clienti non domestici e domestici che non lo hanno ancora fatto dovranno per forza di cose stipulare un contratto energetico con un fornitore del libero mercato. Si tratta di una clamorosa occasione di risparmio visto che la libera concorrenza tra i fornitori serve ad abbassare i prezzi a tutto vantaggio del cliente finale. Basterà prendersi qualche minuto per sfogliare le migliori offerte aziende e scegliere sulla base del possibile risparmio.

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Redactor

Scritto da paoloa

Aggiornato su 11 Giu, 2021

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